Due ex studentesse del Dipartimento di Fisica hanno vinto il premio "L'OREAL UNESCO for Women in Science" 2020

Due ex studentesse del Dipartimento di Fisica hanno vinto il premio "L'OREAL UNESCO for Women in Science" 2020
Italiano
Mercoledì, 7 Ottobre, 2020

Ada Altieri, postdoc presso il Laboratoire de Physique dell’Ecole Normale Supérieure (LPENS) di Parigi, è tra le vincitrici del premio L'Oréal-UNESCO Young Talent Award for Women in Science per l'eccellenza della sua ricerca scientifica sui sistemi disordinati.
Il programma L’Oréal UNESCO For Women in Science France ha ricevuto quest’anno 686 candidature da parte di candidate di 59 nazionalità differenti. A seguito di un processo di peer review presieduto da 87 esperti scientifici e successivamente da 20 accademici dell'Académie des Sciences, sono stati selezionati i dossier vincitori.
Ada Altieri ha costruito la sua carriera scientifica tra l'Italia e la Francia, ottenendo il dottorato di ricerca nel febbraio 2018 in cotutela tra l'Università di Roma "La Sapienza” e l’Université Paris-Saclay, prendendo inoltre attivamente parte alla Collaborazione internazionale Cracking the Glass Problem finanziata dalla Simons Foundation.
Dal 2018 lavora con Giulio Biroli nell’equipe di ricerca "Sistemi Disordinati e Applicazioni" all’ENS di Parigi (https://www.lpens.ens.psl.eu/ada-altieri-laureate-du-prix-jeunes-talents...).

Come caratterizzare la dinamica evolutiva delle popolazioni?
Quali sono i fattori che inducono un ecosistema verso una perdita della stabilità?
Può uno stesso ecosistema ammettere più equilibri e quali sono le proprietà tipiche che contraddistinguono tali equilibri?

Sebbene il campo dell’ecologia teorica sia in piena effervescenza, rimane estremamente difficile pervenire ad un quadro teorico rigoroso capace di descrivere un ecosistema con un gran numero di specie interagenti.
È in questo contesto che si inserisce il progetto di ricerca di Ada Altieri. Un progetto che le è valso il premio "L'Oréal-Unesco di 20.000 euro.
L’obiettivo è studiare l'emergere di comportamenti collettivi e le proprietà critiche degli equilibri di un ecosistema alla luce di tecniche sofisticate di fisica statistica, mostrando in particolare l'esistenza di una transizione verso una fase “amorfa”, detta di Gardner. Tale fase risulta caratterizzata da un'organizzazione gerarchica delle diverse configurazioni di equilibrio nel landscape energetico, similmente a quanto osservato nella fisica del jamming. La ricercatrice mira dunque a proporre un approccio innovativo basato su una corrispondenza diretta tra comunità ecologiche e sistemi vetrosi in cui - in entrambi i casi - il disordine gioca un ruolo chiave.

Tali risultati teorici potrebbero modificare profondamente la nostra comprensione dei possibili scenari ecologici e contribuire a rispondere a questioni chiave, quali la gestione dei movimenti migratori, gli effetti della cooperazione nelle popolazioni batteriche o la modellizzazione delle epidemie, prevenendo i cosiddetti “tipping points” di un ecosistema.

  Altieri

Simona Lombardo, post-doc presso il Laboratoire d'Astrophysique de Marseille (LAM), è tra le vincitrici del prestigioso premio L'Oréal-UNESCO Young Talent Award for Women in Science per il suo lavoro sulla costruzione di un telescopio innovativo che aprira' la via a nuovi orizzonti per gli studi astronomici.

La carriera internazionale di questa giovana ricercatrice, è cominciata all'Università di Roma "La Sapienza” dove ha studiato prima di conseguire il dottorato in Germania alla Humboldt-Universitaet zu Berlin, per poi iniziare il suo lavoro presso il Laboratoire d'Astrophysique de Marseille. Attualmente è a capo dello sviluppo strumentale e del programma scientifico di osservazioni del Calar Alto Schmidt-Lemaitre Telescope (CASTLE, white paper https://arxiv.org/abs/2006.13956) per il quale ha vinto il premio L'Oréal-UNESCO.

CASTLE sara' installato all'osservatorio di Calar Alto, in Spagna, verso la fine del 2021. Grazie a questo telescopio, Simona Lombardo, potra' non solo testare una serie di nuove tecnologie (e.g. rivelatori curvi), che potranno in futuro essere proposte per proggetti a piu' larga scala, ma anche migliorare la nostra conoscienza nel campo della formazione ed evoluzione delle galassie, tramite l'osservazione di strutture a brillanza superficiale molto ridotta e che presentano una granda estensione sul cielo. I risultati di questo lavoro potrebbero aiutarci a comprendere meglio il ruolo giocato dalla materia oscura nelle interazioni ed evoluzione delle galassie.

  Lombardo

 

L' Università degli Studi di Roma "La Sapienza" - Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma