Macchina di Wommelsdorf a piú coppie di dischi




    L'apparecchio è una variante della macchina semplice di Wommelsdorf a due dischi : su un unico fusto sono disposte 2 coppie di dischi posti in sequenza, aventi in comune i due poli. Anche in questo caso i dischi sono di gomma dura contenente bachelite.

    Le coppie sono separate da lastre (armature) dello stesso materiale che permettono un effetto induttivo moltiplicativo. L'apparecchio è dotato di due condensatori costituiti da due bottiglie di Leyda. Su ogni bottiglia è predisposto un sistema a terra per stabilire la differenza di potenziale della bottiglia stessa. L'asse dei dischi può essere messo in rotazione a mano o a motore.
La macchina fu acquisita dalla Germania nel 1923 in conto riparazione danni di guerra, come risulta dal Registro inventariale dell'Istituto di Fisica.

 
(M. Grazia Ianniello)


Macchina di Wommelsdorf a 5 coppie di dischi




    La macchina funziona in modo analogo agli esemplari a una e a due coppie di dischi ed è basata sempre sul principio di Wommelsdorf della induzione ripetuta di cariche su dischi mobili. Anche qui su un unico fusto sono alloggiate le 5 coppie di dischi, di 55 cm di diametro, che fanno capo a una unica coppia di poli.
La macchina poteva essere azionata da un motore elettrico che consentiva di ottenere, tra piatto sfera, scintille di circa 30 cm e di erogare una corrente di picco di circa 3 mA.
Come l'esemplare precedente, la macchina fu acquisita nel 1923 in conto riparazione danni di guerra, come risulta  dal Registro delle fatture dell'Istituto di Fisica.
 
(M. Grazia Ianniello)

Berliner Elektros, G. m. b. H., Berlin-Schoeneberg
1923
80x100x100

Macchina di Wommelsdorf a 19 coppie di dischi




    Questa variante della macchina a induzione di Wommelsdorf dispone di 38 dischi mobili, di vetro, coassiali, messi in rotazione da un motore elettrico.Ogni coppia di dischi è compresa tra due armature dello stesso materiale, alternate da collettori a pettine che raccolgono le cariche prodotte per induzione ripetuta e le comunicano ai poli.
Lo strumento fu acquistato nel 1901 per lire 700, come risulta dal Registro delle fatture dell'Istituto di Fisica, dove è riportato come "macchina elettrostatica con 38 dischi mobili e 38 armature fisse; roteggio di trasmissione, vetrina cristalli a chiusura ermetica con tavola di legno bianco".
 
(M. Grazia Ianniello)

Silvio Lavacchini, Milano
1901
55x102x140

    Elettricità e Magnetismo

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