Macchina di Wimshurst



    La macchina elettrostatica di Wimshurst (1885) rappresenta una modifica rispetto alla macchina a induzione di Holtz. Il funzionamento è analogo, ma con il vantaggio di un innesco automatico, non appena il sistema viene messo in rotazione.
    La macchina è costituita da due dischi isolanti, di vetro o di ebanite, disposti verticalmente, coassiali, ruotanti in senso inverso. Ogni disco presenta radialmente, in prossimità del bordo, una serie di settori di stagno. Come nella macchina di Holtz, parallelamente all'asse di rotazione dei dischi e da ambo i lati rispetto a essi, ci sono due conduttori isolati, terminanti ciascuno con un pettine le cui punte si affacciano verso i dischi. Ai conduttori sono collegati i poli della macchina tra i quali scocca la scintilla.

(file .au 440 kB)

(file .mpeg 136 kB)

    Il sistema pettini-conduttori-poli può essere messo in comunicazione con le armature interne di due bottiglie di Leida. L'autoeccitamento avviene grazie alla presenza dei due conduttori diametrali, costituiti da due astine di ottone inclinate di 50 gradi rispetto ai pettini, munite di spazzole metalliche che strisciano sui settori di stagno.La macchina veniva costruita, verso la fine degli anni Ottanta dell'Ottocento, dalla Ditta Ducretet di Parigi, riunendo su un unico fusto più macchine semplici aventi i poli in comune.
 
 



 
 
(M. Grazia Ianniello)

Regio Istituto Fisico di Roma,
1890 ca.
75 x 40 x 90

   Elettricità e Magnetismo

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