Galvanometro ad ago di Nobili




    Lo strumento, ideato da L. Nobili (1784-1834) nel 1826, rappresenta il primo galvanometro ad ago d'uso pratico in laboratorio.

    L'effetto della corrente sull'ago magnetico viene esaltato con l'introduzione di una bobina a molte spire, sul principio del moltiplicatore di Schweigger (1820): per piccoli angoli, l'intensità della corrente che passa nella bobina è direttamente proporzionale alla deviazione angolare dell'ago e dipende da un "fattore di riduzione" che viene determinato sperimentalmente nel corso delle misure.

    La sensibilità dello strumento viene aumentata grazie all'impiego di un sistema magnetico, sospeso ad un filo, costituito da due aghi aventi polarità opposte, il sistema astatico: le due sottili barrette magnetiche parallele sono collegate tra loro in modo tale che un magnete sia libero di ruotare all'interno della bobina mentre l'altro, solidale al primo, ruota all'esterno, insistendo su un cerchio graduato e funzionando così da ago vero e proprio. Il sistema astatico, introdotto dallo stesso Nobili, ha lo scopo di compensare l'azione direttrice del campo magnetico terrestre. Il dispositivo a vite regola l'innalzamento del sistema senza produrre torsioni nel filo.

    Il galvanometro ad ago di Nobili con sistema astatico è stato lo strumento più usato tra gli anni 1830-1850. L'esemplare in esame faceva parte degli accessori del banco di Melloni, per le esperienze sul "calore raggiante".

 
(M. Grazia Ianniello)

Billant, Parigi
1880 circa.
15x15x35

   Elettricità e Magnetismo

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