LA RICERCA SCIENTIFICA, anno IV, vol. II, N. 12, 31 dicembre 1933
Tentativo di una teoria dell'emissione
dei raggi "beta"
Nota del prof. ENRICO FERMI
 
Riassunto: Teoria della emissione dei raggi beta delle sostanze radioattive, fondata sull'ipotesi che gli elettroni emessi dai nuclei non esistano prima della disintegrazione ma vengano formati, insieme ad un neutrino, in modo analogo alla formazione di un quanto di luce che accompagna un salto quantico di un atomo. Confronto  della teoria con l'esperienza.
    Mi propongo di esporre qui i fondamenti di una teoria dell'emissione dei raggi beta che, benché basata sopra ipotesi delle quali manca al momento presente qualsiasi conferma sperimentale, sembra tuttavia capace di dare una rappresentazione abbastanza accurata dei fatti e permette una trattazione quantitativa del comportamento degli elettroni nucleari che, se pure le ipotesi fondamentali della teoria dovessero risultare false, potrà in ogni caso servire di utile guida per indirizzare le ricerche sperimentali.
    E' ben noto che nel cercare di costruire una teoria dei raggi beta si incontra una prima difficoltà dipendente dal fatto che i raggi beta escono dai nuclei radioattivi con una distribuzione continua di velocità che si estende fino a una certa velocità massima: ciò che a prima vista non sembra conciliabile col principio della conservazione dell'energia. Una possibilità qualitativa di spiegare i fatti senza dovere abbandonare il principio della conservazione dell'energia consiste, secondo Pauli, nell'ammettere l'esistenza del così detto «neutrino», e cioè di un corpuscolo elettricamente neutro con massa dell'ordine di grandezza di quella dell'elettrone o minore. In ogni disintegrazione beta si avrebbe emissione simultanea di un elettrone e di un neutrino; e l'energia liberata nel processo si ripartirebbe comunque tra i due corpuscoli in modo appunto che l'energia dell'elettrone possa prendere tutti i valori da 0 fino ad un certo massimo. Il neutrino d'altra parte, a causa della sua neutralità elettrica e della piccilissima massa, avrebbe un potere penetrante così elevato da sfuggire praticamente ad ogni attuale metodo di osservazione. Nella teoria che ci proponiamo di esporre ci metteremo dal punto di vista della ipotesi dell'esistenza del neutrino. [Ö]