Macchina di Morin 
 

    L' "apparato a indicazione continua", ideato da Poncelet  e perfezionato intorno al 1838 da A. J. Morin, direttore del Conservatorio di Arti e Mestieri di Parigi, serve a dimostrare in modo diretto la legge di caduta dei corpi.
Il moto di rotazione uniforme intorno al proprio asse di un cilindro di legno, si compone con il moto in caduta di un grave, vincolato a muoversi lungo la verticale da due fili metallici ben tesi. Il grave, di forma cilindroconica, di ghisa, è munito di una punta scrivente in modo da dar luogo, su un foglio di carta avvolto intorno al cilindro, a una curva parabolica che rappresenta la legge del moto del grave.

    Il cilindro è messo in rotazione, grazie a un sistema di funi e ruote dentate, da un peso in caduta che può essere di nuovo sollevato mediante una manovella.  Il sistema di palette frenanti posto sulla sommità dell'apparecchio ha il compito di regolare la  velocità di rotazione del cilindro che durante la discesa del peso tende ad aumentare. Sviluppando su un piano la carta su cui è stata tracciata la curva, una parabola con l'asse parallelo alle generatrici del cilindro, si dimostra che i valori degli intervalli equidistanti segnati sull'asse orizzontale e proiettati sulla curva individuano sull'asse verticale (asse dei tempi) i loro quadrati, dimostrando così la proporzionalità tra lo spazio percorso dal grave e il quadrato dei tempi.
L'apparecchio, riportato  nel'Registro Inventariale del Regio Istituto Fisico con il numero I-376, dovrebbe risalire alla fine  dell'Ottocento. 

(M. Grazia Ianniello)

Officine Galileo, Firenze
1880 ca.
40 x 40 x 200

   Meccanica

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