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La Statistica
Il Governo dello Stato e l’Aritmetica politica

'epoca della nascita della statistica è ben definita: essa avvenne nel XVII secolo, lo stesso in cui si formò, per opera di Galileo Galilei, di Isaac Newton e di tanti altri scienziati, la scienza moderna della natura con le sue principali branche.
La nuova scienza e la statistica ebbero diversi campi di studio: i fenomeni naturali per la prima, mentre, per la seconda, i fenomeni collettivi riguardanti la società e lo Stato.
Ebbero, tuttavia, alcune caratteristiche essenziali comuni o simili e molte affinità riguardo ai loro processi di formazione.
Entrambe infatti:
• nascono nello stesso ambiente intellettuale che era aperto ai contributi degli studiosi che indagavano campi anche eterogenei e che non sempre erano scienziati di professione;
• furono originate da un nuovo atteggiamento nei riguardi del mondo, considerato come una realtà da esplorare in piena libertà per dar modo all’uomo di trarne vantaggio;
• erano concepite a fini pratici ed assumevano quindi atteggiamenti operativi nei riguardi della realtà studiata (fine della statistica era il buon governo e il pubblico interesse);
• avevano l’obiettivo di descrivere in termini quantitativi e di spiegare i fenomeni e di individuare quindi le leggi che li regolano; utilizzavano il metodo di conoscenza empirico induttivo basato sull’osservazione dei fatti e l’utilizzazione della matematica per formulare le leggi che regolano i fenomeni (geometria analitica, l’analisi infinitesimale, il calcolo delle probabilità);
• esigevano l’esattezza dei dati quantitativi raccolti per poterli elaborare con lo strumento matematico e quindi avevano la necessità di possedere validi strumenti di osservazione;
• dettero origine a varie discipline: dalla nuova scienza della natura nacquero la moderna fisica, con le sue articolazioni, la chimica, l’astronomia, la biologia…. Lo studio statistico dà origine alla attuale statistica, demografia, statistica sociale, statistica economica, biometria, ecc.

La statistica nasce dalla confluenza in unico alveo di tre correnti di pensiero sorte nella seconda metà del Seicento, in tre paesi europei: la statistica descrittiva tedesca, l’aritmetica politica inglese e la corrente francese che propugnava l’uso delle indagini statistiche e che quindi aveva come obiettivo la determinazione della loro metodologia.

Statistica descrittiva
Nel 1600 nelle Università della Germania viene introdotto il corso di Scienze politiche che si propone di indagare e descrivere importanti questioni relative allo Stato, anche se non utilizza metodi quantitativi. Viene denominata “statistica descrittiva” perché delinea una nuova scienza dedicata in modo autonomo a descrivere la “cosa pubblica”, lo Stato. Nel 1700 si aggiunge la necessità di raccogliere dati quantitativi e vengono prodotte le prime tabelle e figure, per la cui elaborazione e interpretazione si sviluppano tecniche apposite.
Dalla ricerca di leggi con cui interpretare questi dati nascerà la statistica come scienza.

Aritmetica politica
Nello stesso periodo in Inghilterra si era sviluppata una corrente di pensiero che aveva tutte le caratteristiche di una scienza investigatrice con John Graunt (1620-1674) e William Petty. Graunt studiò i registri parrocchiali per trarne risultati scientifici sulla suddivisione della popolazione, sui fenomeni delle urbanizzazione e i suicidi, usando i numeri e le relazioni tra le quantità per descrivere i fenomeni sociali. Fu Petty a denominare “aritmetica politica” la nuova corrente di pensiero perché “le questioni di governo seguono le regole ordinarie dell’aritmetica” e perché è necessario ridurre “molti argomenti a numero, peso e misura , per poterli trattare tramite le leggi matematiche”.

La metodologia statistica e la teoria della probabilità
In Francia viene introdotto il metodo del censimento, delineandone i principi validi ancora oggi, e viene considerato strumento indispensabile per una amministrazione dello stato efficiente e corretta. La legge dei grandi numeri viene esposta nella Ars conjectandi di Bernoulli, il primo trattato sulla teoria della probabilità (1713).
(Giuseppe Leti, La nascita della statistica e le origini della nuova scienza della natura, Induzioni, 20 (2000), 31-56.)