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l primo ufficio statistico pubblico, istituito sul suolo italiano, fu quello del napoleonico Regno Italico, creato a Milano nel 1807, sotto la direzione del grande statistico e filosofo Melchiorre Gioia. Nel 1861, appena venne costituito il Regno d’Italia, fu avvertita la necessità di creare un ufficio nazionale di statistica che doveva costituire per il governo lo strumento per l’adozione di misure più idonee a favorire lo sviluppo della Nazione.
Nella storia dello sviluppo internazionale degli studi statistici, gli studiosi italiani hanno una funzione preminente, sia nella nascita dell’Istituto internazionale di statistica, fondato nel 1885, sia nello sviluppo di organismi e riunioni scientifiche per lo studio dei problemi della popolazione, di cui fu protagonista Corrado Gini. Presidente dell’Istituto centrale di Statistica da lui fondato a partire dal 1926, Gini si adoperò sia nel campo della formazione, fondando la Scuola di Statistica e poi la Facoltà di Scienze statistiche, demografiche e attuariali presso l’Università La Sapienza, sia nel riordino dei servizi statistici, con la realizzazione del censimento della popolazione nel 1931, sia in campo internazionale: fu consulente della Lega delle Nazioni, nel 1929 diede vita al Comitato italiano per lo studio dei problemi della popolazione (CISP) che nel 1931 organizzò a Roma il primo congresso nazionale della popolazione. Nel 1932 Gini si dimise dalla carica di Presidente dell’Istituto Centrale di Statistica, a causa di una grave frattura con Mussolini e la politica demografica del fascismo, cui pure aveva aderito nel 1925 firmando il Manifesto degli intellettuali del Fascismo.
Figura complessa, rimangono di fondamentale importanza i suoi studi sull’indice di variabilità, ossia la possibilità di misurare oltre alla variabilità dei caratteri quantitativi anche la mutabilità dei caratteri qualitativi. Da questi studi Gini sviluppò la definizione di indice di variabilità per i dati e l’indice di concentrazione, applicato efficacemente, ancora oggi (indice di Gini) al calcolo della concentrazione del reddito e della ricchezza.
(Nora Federici, voce: Gini Corrado in Dizionario biografico degli italiani, vol. LV, Roma, Istituto Enciclopedia Italiana, 2000, p. 18-21)