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L'Umanesimo
Artisti, Filosofi e Scienziati


olemizzando contro il concetto aristotelico di scienza, difendendo la dignità delle arti meccaniche, rifiutando l’ immagine di una natura concepita come rigida gerarchia di forme, si contribuisce nel 1400 [...] alla distruzione di una veneranda visione del mondo."
Contemporaneamente l’eredità platonica riprende forza, in particolare grazie all’ opera di Marsilio Ficino. È, infatti, nel corso del Quattrocento che i dialoghi platonici furono tradotti tutti in latino. Non pochi rappresentanti di gruppi di artigiani più avanzati, entrando in contatto con gli ambienti umanistici e con l’eredità del mondo classico, cercano nelle opere di Euclide, Archimede, Vitruvio, Erone una risposta alle loro domande. Di trattati tecnici – veri e propri manuali – è ricca la letteratura del ‘400 e ‘500.

Si sviluppa, di conseguenza, un rinnovato interesse per le opere matematiche e tecniche dell’ antichità: vengono stampati nel 1482 gli Elementa di Euclide; sono pubblicate le edizioni latine di Archimede, Apollonio e Diofanto curate da Francesco Maurolico, mentre Federico Commandino pubblica Euclide, Apollonio, Pappo, Erone, Archimede e Aristarco. Si tratta di edizioni commentate, con nuove nozioni e integrazioni del testo.

Nel 1400 la mentalità e la posizione sociale degli artisti subiscono anch’esse delle modificazioni profonde rispetto al secolo precedente nel quale l’arte era considerata una mera abilità manuale e gli artisti erano membri di una corporazione minore. Nei laboratori del 1400, al contrario, si formano pittori e scultori cui venivano insegnati i rudimenti dell’ ottica e dell’ anatomia, il calcolo, la prospettiva e la geometria, si progettano lo scavo dei canali e la costruzione delle volte.

Leon Battista Alberti, studioso del mondo classico, di architettura, di scienze matematiche, di letteratura, viaggiatore “europeo”, è una figura emblematica dell’ Umanesimo. Nella concezione scientifica dell’arte dell’ Alberti, la matematica - teoria delle proporzioni e teoria della prospettiva - è il terreno comune all’ opera del pittore e dello scienziato.

E’ in questo periodo, infine, che si gettano le basi per fondare "quella collaborazione tra scienziati e tecnici e quella compenetrazione di tecnica e scienza che sono alle radici della grande rivoluzione scientifica del Seicento." Gli organi della nuova cultura, nel ‘500 e ‘600, non saranno più soltanto le università ma anche le società scientifiche e le accademie. Il metodo scientifico non sarà un fine in sè che le ricerche sperimentali si limitano ad illustrare e la prova della pratica avrà un effetto decisivo anche sulla elaborazione delle teorie più generali.
(Paolo Rossi, I filosofi e le macchine (1400-1700), Milano, Feltrinelli, 1971)
(Lucio Russo, La rivoluzione dimenticata. Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna, Milano, Feltrinelli, 1997).