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L'Evoluzionismo
Charles Darwin – Ernest Haeckel


radizionalmente l'idea della fissità delle specie è stata la teoria prevalente fino alla fine dell'Ottocento. Fin dall'antichità, tuttavia, ci sono stati filosofi e naturalisti che ipotizzarono la variazione delle specie attraverso i tempi. Espressero idee che si potrebbero definire evoluzionistiche i filosofi greci Empedocle ed Epicuro. Idee simili furono esposte anche dal poeta latino Tito Lucrezio Caro nel poema De rerum natura. La prima chiara formulazione di una teoria evoluzionistica si ebbe, tuttavia, nel Se ttecento per opera di Jean-Baptiste Lamarck nella sua opera Philosophie zoologique: le specie si sono modificate attraverso i tempi a causa di fattori esterni in grado di modificare il materiale ereditario e una tendenza degli organi a reagire a tali cause esterne.
Le considerazioni di Lamarck scaturirono dalle sue osservazioni sull'adattamento degli organismi all'ambiente in cui vivono.
Quella che fu un'intuizione in Lamarck divenne una dottrina scientifica ben documentata nell'opera di Charles Darwin sull' Origine delle specie per effetto della selezione naturale. In quest’opera Darwin propose una interpretazione dei meccanismi evolutivi completamente diversa da quella di Lamarck. La teoria dell'Evoluzione di Darwin ha un immenso valore per le scienze biologiche sia dal punto di vista storico, per l'impulso dato, nel passato, alla ricerca nelle varie discipline, sia dal punto di vista dell'attualità. La dottrina dell'evoluzione rappresenta infatti la più vasta e concreta generalizzazione a cui sia giunta la biologia. La varietà delle forme viventi, le loro affinità e diversità, i loro adattamenti e le loro successioni nelle varie epoche geologiche, apparentemente misteriose, hanno finalmente trovato una chiave interpretativa scientifica, razionale e unificante nell'evoluzionismo.
Sebbene la teoria dell'evoluzione sia sempre sottoposta, come nel passato, a una moltitudine di critiche, soprattutto da ambienti che propugnano varie forme di teorie creazionistiche, essa appare inoppugnabile nei suoi aspetti fondamentali.
Nel trattare il problema dell'evoluzione è necessario infatti distinguere due aspetti fondamentali: l'evoluzione come fatto storico e i meccanismi che la governano. Sul primo aspetto, i dati accumulati nelle varie discipline sia classiche che moderne, come per esempio la genomica comparata, dimostrano senza ombra di dubbio l'evoluzione come fatto storico. Più problematico risulta invece il dibattito sulle cause dell'evoluzione. Anche se la genetica ha dato un supporto significativo all'ipotesi della selezione naturale nei fenomeni microevolutivi, restano tuttavia aperti molti problemi relativi, per esempio, ai meccanismi macroevolutivi.
Per concludere, è importante ribadire come lo studio dell'evoluzione fornisca un potente strumento concettuale e interpretativo dei fenomeni osservati nei vari campi della biologia e della medicina e sottolineare con rammarico come tale studio sia praticamente scomparso dalle scuole medie per la cecità e incompetenza di alcuni governi.

Charles Darwin (Shrewsbury 1809 – Downe 1882)
Può sembrare superfluo delineare la figura di Darwin, tanto è noto il suo enorme contributo alla revisione in termini positivi e razionali del mondo naturale. Charles Robert Darwin nasceva il 12 febbraio 1809 a Shrewsbury, non lontano da Birmingham. Dopo gli studi nella scuola della sua città natale, a 16 anni Charles si iscrisse alla facoltà di medicina di Edimburgo, ma la medicina non si confaceva al giovane Charles che non sopportava la vista della sofferenza umana. Così il padre lo indirizzò ad un’altra dignitosa professione, quella ecclesiastica, e lo iscrisse a Cambridge ove il giovane Darwin ebbe il grande fortunato incontro con il Reverendo John Stevens Henslow, botanico e naturalista esperto. Costui fu il vero “mentore” del giovane Charles, colui che riconobbe in lui la grande propensione per gli studi naturalistici e lo indirizzò al meraviglioso mondo della natura. Fu proprio Henslow che presentò Darwin per il posto di “Naturalista di bordo” per un viaggio di circumnavigazione del globo sul Brigantino di Sua Maestà Britannica HMS Beagle in procinto di salpare da Plymouth il 27 Dicembre del 1831. Il viaggio del Beagle, come Darwin scrisse nella sua Autobiografia «è stato di gran lunga l’avvenimento più importante della mia vita e quello che ha determinato tutta la mia carriera», e certamente fu un evento che ha mutato il modo di fare Scienza per tutta l’umanità successiva.
Lunga e meditata fu la genesi della grande opera darwiniana On the origin of Species by means of Natural selection, or the preservation of favoured races in the struggle for life, che vide la luce solo nel 1859. Già al suo apparire il libro suscitò un vivace dibattito che contrapponeva, in una tempesta di avverse opinioni, sostenitori e detrattori delle idee evoluzioniste.
Dopo oltre 10 anni da Origin, nel 1871, fu pubblicato The Descent of Man and Selection in Relation to Sex. Il successo di questa seconda grande opera di Charles Darwin fu enorme, tale che nel 1874 uscì una seconda edizione, riveduta ed ampliata, in due volumi. Darwin a corollario di Descent pubblicò nel 1872 The Expression of emotions in Man and Animals un tema più volte accennato nelle sue opere precedenti e annotato nei suoi taccuini: la capacità di esprimere emozioni, aspetto palese di una sua sensibilità e nobiltà d’animo, non è esclusiva dell’uomo.
Darwin ha ora terminato il ciclo delle sue grandi opere scientifiche, si ritira a Down House, sua diletta casa di campagna nel Kent, carico di onori e riconoscimenti internazionali; qui, nella quiete della campagna inglese, muore il 9 aprile del 1882.