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Giganti della Matematica

Johann Carl Friedrich Gauss - Jules-Henri Poincaré

Johann Carl Friedrich Gauss (Brunswick, 1777 - Göttingen, 1855)
Johann Carl Friedrich Gauss nacque a Brunswick (Germania), nel 1777, da una famiglia di condizioni assai modeste. Le sue doti e la sua straordinaria intelligenza si rivelarono fin dalla sua infanzia e negli anni successivi, con l’appoggio e le sovvenzioni del Duca di Brunswick, poté completare brillantemente gli studi secondari e quelli universitari.
Nel 1799, grazie alla prima delle sue quattro prove del teorema fondamentale dell’algebra, vinse il dottorato all’Università di Helmstedt, sotto la supervisione di J.F. Pfaff. Nel 1801 la creatività degli anni precedenti fu espressa in due straordinari lavori, le Disquisitiones arithmeticae, uno dei contributi più importanti alla teoria dei numeri, e, nel campo dell’astronomia, il tomo Theoria motus corporum coelestium in sectionibus conicis solem ambientium (1809), nel quale Gauss sviluppò con sistematicità i suoi metodi di calcolo delle orbite, inclusa la teoria e l’applicazione dei minimi quadrati, che portarono alla determinazione dell’orbita dell’asteroide Cerere, da poco scoperto.
In particolare, le Disquisitiones rappresentarono una sistematizzazione della disciplina, presentando la risoluzione dei maggiori problemi ancora insoluti e formulando concetti che avrebbero caratterizzato la ricerca per il successivo secolo e tuttora fondamentali. L’opera portò a Gauss il riconoscimento da parte dei matematici quale princeps mathematicorum.
“In un secolo in cui l'insegnamento nelle università o negli istituti di istruzione superiore costituisce una parte essenziale della professione di matematico, Gauss non ama insegnare e non ha studenti. Rari sono i suoi corsi all’università. Come un accademico settecentesco è privo di obblighi di insegnamento, e scrive preferibilmente in latino quando ormai prevale l’uso delle lingue nazionali. Non ama pubblicare se non quando le cose hanno raggiunto la necessaria perfezione […]; affida le sue scoperte a un diario scientifico o alle lettere che scambia con pochi amici fidati.”
(L'Ottoento in Storia della scienza. Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, 2001, vol. VII, pp. 19-20.)

Jules Henri Poincaré (Nancy, 1854 – Paris, 1912)
Nel 1873 entra all’École Polytechnique e poi, nel 1876, è allievo ingegnere all’École Nazionale Supérieure des Mines. Nel 1879 diviene dottore in Scienze matematiche e successivamente consegue l’incarico del corso di Analisi matematica alla Facoltà di scienze di Caen. Nel 1881 è chiamato alla Facoltà di scienze di Parigi, prima come “maitre de conférences” e dal 1896 in poi quale professore di Fisica matematica e Calcolo delle probabilità e successivamente di Astronomia e Meccanica celeste. Nel 1887 è nominato membro della Académie des Sciences.
La sua prodigiosa attività scientifica è testimoniata da più di 30 volumi e circa 500 memorie, percorrendo tutti i campi delle matematiche pure e applicate. Non possiamo purtroppo seguire l’opera di Poincaré in dettaglio. Ci limitiamo a ricordare che nel 1890 pubblica la famosa monografia Sur le problème des trois corps et les équations de la dynamique, opera vincitrice del premio internazionale di matematica promosso dal re di Svezia e Norvegia Oscar II. Tale saggio porta notorietà al suo autore anche al di fuori dell’ambito matematico. Saggio divenuto famoso sia perché contiene la prima descrizione matematica del comportamento caotico di un sistema dinamico, sia perché costituisce la base del celebre lavoro in tre volumi sulla meccanica celeste, Les méthodes nouvelles de la mécanique céleste pubblicata tra il 1892 e il 1899.