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Le Scienze Biologiche
L’analisi della Natura


el XVIII secolo prese forma la zoologia e con essa la paleontologia animale e vegetale. “Linneo ha classificato le piante in base a caratteri arbitrari (per esempio, numero e disposizione degli stami); la sua classificazione rappresenta, pertanto, un sistema artificioso, come quelli dei suoi predecessori […]; era dotato di uno spirito considerevolmente metodico che lo spingeva alla scoperta di un ordine naturale preesistente e alla distinzione terminologica delle piante in un modo semplice e sicuro. Potè realizzare questa sua esigenza mediante un procedimento di valore pratico inestimabile, la nomenclatura binaria. Ogni specie viene indicata con due termini: il primo è comune a tutte le specie simili, che costituiscono nel loro insieme un “genere”. Questo termine rappresenta il nome generico. Il secondo termine è specifico, proprio cioè di ciascuna specie, e non è dotato d’altronde, di per se stesso, di alcun particolare significato. […] La sua nomenclatura binomia si impose comunque in modo definitivo e assolutamente totale nei due regni della natura. La decima edizione del suo Systema Naturae (1758) rappresenta ancora ai nostri giorni la base universalmente riconosciuta della nomenclatura. […]

Spettava però ad altri botanici del secolo XVIII gettare le basi della classificazione naturale delle piante, fondata sulle loro intime affinità, sulla loro reale parentela. Questo metodo è soprattutto collegato al nome dei Jussieu: Antoine (1686-1758), Bernard (1699-1777), e il loro nipote Antoine-Laurent (1748-1836) che raggruppò tutte queste ricerche nel suo Genera plantarum secundum ordines naturales disposita. E’ rimasta nell’ombra anche la carriera di un altro naturalista, zoologo e biologo: si tratta di Michel Adanson (1727-1806), la cui spiccata originalità è stata posta in luce da recenti studi. I suoi lavori e le sue teorie costituiscono in gran parte la base dei concetti di Antoine-Laurent de Jussieu. In gioventù Adanson era stato per lungo tempo in Senegal, e questo soggiorno gli fu molto utile.
[René-Antoine Ferchault de] Réaumur (1683-1757), occupò nel secolo XVIII un posto di ineguagliabile importanza e rimane uno dei più grandi naturalisti di tutti i tempi. […] Le varie opere ci descrivono gli animali studiati, non solo dal punto di vista della struttura, e della classificazione, ma anche nello svolgimento delle loro funzioni vitali, nei rapporti con l’ambiente, in ciò che si indica oggi come la loro “etologia”, ossia sotto l’aspetto biologico. […] Trascorse la sua vita ad osservare gli animali, in particolare gli insetti, e a compiere su di essi sperimentazioni condotte con straordinaria sagacia. [...] Dal 1734 al 1742 pubblicò, in sei magnifici e voluminosi libri, le sue Mémoires pour servir à l’histoire des insectes. [...] Il suo nome tornerà ancora alla ribalta a proposito della fisiologia, campo nel quale egli seppe condurre esperimenti della massima importanza a proposito di numerosi argomenti.

Si vuole accostare, a questo punto, il nome di Réaumur a quello dell’abate italiano Lazzaro Spallanzani. [Ambedue reagirono, seppur con diverso impeto, alla adesione entusiastica di Georges-Louis Leclerc de Buffon (1707-1788) alla teoria della generazione formulata dall’abate Needham nel 1748. Questi studiò gli esseri viventi che pullulavano nelle sostanze organiche decomposte. Queste osservazioni e la loro interpretazione erano già state al centro delle attenzioni di un mirabile numero di naturalisti tra i quali ricordiamo il Redi (Esperienze intorno alla generazione degli insetti, 1668) con il suo esperimento decisivo che demolisce la teoria della “generazione spontanea”. Alle stesse conclusioni giungeva nel 1687 Leeuwenhoek.]
Needham formulò tutta una teoria della generazione per associazione di “particelle formative”, sotto l’influsso di una forza particolare, “la forza vegetativa”. [...] Réaumour mantenne un atteggiamento scettico; iniziò sperimentazioni precise, senza prendere parte ostentatamente alla discussione, probabilmente per non inasprire i suoi rapporti, già tesi, con Buffon. [...] Spallanzani confutò in modo categorico le teorie di Needham e di Buffon. Egli riprese le sperimentazioni di Needham eseguendole in maniera rigorosamente scientifica”.
Con questi lavori anticipò di quasi un secolo gli studi di Louis Pasteur (1822-1895). L’enorme problema della generazione a partire dal XVII secolo costituisce il banco di prova della abilità sperimentale e dell’intelligenza teoretica. “La paleontologia è una scienza essenzialmente appartenente al secolo XIX sebbene i primissimi cenni di essa risalgano a molto tempo fa. Alcuni gruppi di animali come i molluschi hanno lasciato le loro tracce in molti luoghi, sotto forma di conchiglie, che non potevano rimanere ignorate. Già nell’antichità queste vestigia erano note, e lo spirito acutamente osservatore di taluni ricercatori ne aveva compreso il vero significato. Erodoto ci fa sapere che da quei segni i sacerdoti egizi avevano dedotto che in passato l’Egitto doveva essersi trovato sul fondo marino. [...] La teologia cristiana riteneva che i fossili rappresentassero il risultato delle creazioni di una forza plastica (vis plastica).

Durante il Rinascimento assistiamo nuovamente alla formulazione esatta del valore dei fossili per merito di Fracastoro e di Leonardo Da Vinci e successivamente alla riaffermazione di questa valutazione sulla base dei concetti espressi da quell'autodidatta che era Bernard Palissy. [...] R. Hooke e nella stessa epoca Leibniz non solo riconobbero nei fossili le tracce di animali vissuti in passato, ma formularono anche a proposito di essi concetti che appaiono strettamente connessi all’idea dell'evoluzione. [...] Nel secolo XVIII prese forma la zoologia e con essa la paleontologia animale e vegetale. Antoine De Jussieu studiò le piante fossili di Saint Chamond, Réaumour le conchiglie della Turenna, mentre Dezallier d’Argenville pubblicava la sua Oryctologie; Buffon nelle Époques de la Nature (1778) riassumeva magistralmente tutte le nozioni acquisite. La paleontologia fiorirà agli inizi del XIX secolo con le ricerche di Lamarck [1744-1829] nel campo degli invertebrati e soprattutto con George Cuvier [1769-1832] in quello dei mammiferi.
(Storia della scienza, a cura di Maurice Dumas. Vol. IV: Le scienze biologiche, Bari, Laterza, 1976)