La nostra storia

Con l’Unità d’Italia inizia per l’ Istituto di Fisica dell’Università La Sapienza di Roma un periodo di rinnovamento. Nel 1872 Pietro Blaserna viene chiamato a ricoprire la cattedra di Fisica Sperimentale e a dirigere l’Istituto. Nel 1881 l’Istituto si trasferisce a via Panisperna, nel nuovo edificio fatto costruire dallo stesso Blaserna, primo in Italia per la moderna concezione degli spazi destinati ai laboratori di ricerca e all’insegnamento. Piero Blaserna
Orso Mario Corbino

Nel 1918 diventa direttore Orso Mario Corbino (senatore del Regno e ministro della pubblica istruzione), altra figura chiave nel contribuire alla crescita della fisica come settore disciplinare, nel sostenere la diffusione della “nuova fisica” in Italia, e sopratutto nell’appoggiare l’attività di ricerca di Enrico Fermi e del suo gruppo.

Nel 1926 Enrico Fermi vince a Roma la prima cattedra di Fisica Teorica, istituita in Italia grazie a Corbino. Intorno a Fermi si raccolgono i giovani Edoardo Amaldi, Emilio Segrè,Franco Rasetti, Ettore Majorana. I “ragazzi di via Panisperna”- Rasetti, Segrè, Amaldi e il chimico Oscar D’Agostino - guidati da Fermi, scoprono nel 1934 la radioattività indotta dai neutroni. Nello stesso anno il gruppo, al quale si è aggiunto Bruno Pontecorvo, studia le proprietà dei neutroni lenti. Nel 1936 l’Istituto Fisico (che si intitolerà a “Guglielmo Marconi” dal 1937, in onore del grande scienziato inventore, premio Nobel per la fisica nel 1909) si trasferisce alla Città universitaria, nella attuale sede del Dipartimento di Fisica. Il 1938 segna il conferimento del premio Nobel per la fisica a Fermi ma anche la “fuga dei cervelli” dall’Italia: Fermi, e successivamente, Segrè, Pontecorvo e Rasetti sono costretti ad abbandonare il Paese.

Gruppo dei ragazzi di via Panisperna

A tenere le fila dell’Istituto Fisico di Roma rimane solo Amaldi e con lui, a collaborare alle ricerche, Gilberto Bernardini, Bruno Ferrretti, Mario Ageno, i giovani neolaureati Oreste Piccioni e Marcello Conversi, Giancarlo Wick e B. N. Cacciapuoti. Nel 1946, Conversi, Ettore Pancini e Piccioni portano a termine a Roma un esperimento che segna l’inizio della fisica delle alte energie e che dimostra che le particelle penetranti dei raggi cosmici (oggi detti “muoni”) non sono le particelle ipotizzate da Yukawa.
Nel 1951 viene fondato l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), del quale Amaldi sarà presidente dal 1960 al 1965. Nel 1954 sempre Amaldi diventa primo segretario generale del CERN di Ginevra. Nel 1959 viene completato a Frascati, sotto la direzione di Giorgio Salvini, l’elettrosincrotrone da 1100 MeV.
Sincrotrone AdA - LAb. Frascati 1960 Nel 1960 viene realizzato a Frascati AdA, il primo anello di accumulazione a fasci collidenti per elettroni e positroni ideato da Bruno Touschek, docente dell’Istituto di Fisica: una macchina a cui si sono ispirati tutti i grandi collisori costruiti poi nel mondo. Nel 1962 Amaldi promuove la creazione della European Space Research Organization (ESRO), da cui nascerà successivamente l’ESA (European Space Agency).
Molti altri tra i nostri docenti hanno dato negli anni seguenti contributi significativi alla disciplina e hanno inoltre rivestito importanti incarichi istituzionali. Tra questi Giorgio Salvini, primo direttore dei Laboratori Nazionali di Frascati, presidente dell’INFN dal 1966 al 1970, e ministro dell’Università e della Ricerca scientifica nel 1995, Nicola Cabibbo, presidente dell’INFN dal 1983 al 1993 e successivamente presidente dell’ENEA; Luciano Maiani, presidente dell’INFN dal 1993 al 1999 e successivamente direttore Generale del CERN, Giorgio Parisi, uno dei più giovani membri chiamati a far parte dell’Accademia Nazionale dei Lincei; Giorgio Fiocco, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana dal 1994 al 1995; Miguel A. Virasoro, direttore del Centro Internazionale di Fisica di Trieste dal 1995 al 2002.