Orso Mario Corbino (1876-1937)


ato ad Augusta in Sicilia da una modesta famiglia di artigiani pastai, si laureò a soli 20 anni in Fisica presso l'Università di Palermo, dove divenne assistente di Damiano Macaluso. Risalgono a quegli anni gli studi di magnetoottica e la scoperta dell'effetto rotatorio anomalo del piano di polarizzazione della luce quando attraversa un vapore in presenza di un campo magnetico. L'effetto Macaluso-Corbinovenne interpretato in modo brillante dallo stesso Corbino (1898) come un effetto Zeeman inverso. Nel periodo trascorso a Palermo si dedicò anche allo studio, in elettrotecnica, delle proprietà di un circuito contenente una dinamo con eccitazione in serie e di alcuni dispositivi, assai diffusi a quel tempo ma dal funzionamento non del tutto chiarito, quali il condensatore elettrolitico, il rocchetto di induzione, l'arco di Duddell.

    Nel 1904 Corbino vinse la cattedra di Fisica sperimentale all'Università di Messina. Nel 1908, scampato fortunosamente agli effetti disastrosi del terremoto, si trasferì a Roma, chiamato da Blaserna per succedere ad Alfonso Sella sulla cattedra di Fisica complementare. Morto Blaserna, nel 1918 gli succedette alla cattedra di Fisica sperimentale e alla direzione dell'Istituto Fisico.

    Nel periodo romano iniziò per Corbino una intensa attività pubblica. Sensibile alle esigenze dell'industria che iniziava a svilupparsi in quegli anni in Italia soprattutto nel settore elettrico, dotato di una chiara percezione dell'importanza delle applicazioni della scienza e del legame inevitabile tra scienza e impresa, ricoprì numerose cariche amministrative e politiche. Nel 1917 venne nominato Presidente del Consiglio Superiore delle acque e dei Lavori Pubblici, senatore nel 1920, ministro della Pubblica Istruzione nel 1921, ministro dell'Economia Nazionale nel 1923-24 su incarico diretto di Mussolini, sebbene Corbino non fosse iscritto al partito fascista. Fu anche Presidente della Compagnia Generale di Elettricità e della Società Meridionale di Elettricità.
In ambito accademico, fu socio nazionale dei Lincei, Presidente della Società Italiana delle Scienze, detta dei XL, dal 1914 al 1919, Presidente della Società Italiana di Fisica.

    In questi anni scoprì l'effetto Corbino (intorno al 1911), una variante dell'effetto Hall. In elettrotecnica, insieme al suo assistente Giulio Cesare Trabacchi, realizzò un dispositivo per la produzione di alte tensioni raddrizzate per alimentare i tubi a raggi X  impiegati in radiodiagnostica e in radioterapia. Con Enrico Persico, suo assistente intorno al 1925, affrontò alcuni lavori sui circuiti oscillanti comprendenti valvole termoioniche. Realizzò un convertitore c.a./c.c. da impiegarsi nella carica degli accumulatori. In fotoelasticità, dove verificò la teoria di Volterra delle distorsioni elastiche, può essere considerato un pioniere delle applicazioni di questo fenomeno nell'analisi degli stress nei materiali. Studiò in modo approfondito e definitivo la teoria della pila elettrica (1927).
 Condusse inoltre studi di elettroacustica e fondò nel 1936 l'Istituto di Elettroacustica del CNR, a Via Panisperna.

    Un tratto essenziale della sua metodologia di ricerca fu quello di raggiungere risultati importanti con mezzi semplici. Ne è un esempio la ricerca sul calore specifico dei metalli ad altissime temperature (1912-13), basata sull'osservazione delle variazioni di resistenza elettrica del filamento di una lampada a incandescenza alimentata in c.a., con la conseguente scoperta della deviazione del calore specifico dalla legge di Debye. Fu dotato inoltre di una straordinaria capacità, forse più da ingegnere che da fisico, di intuire l'importanza applicativa di una innovazione tecnologica. Fu infatti tra i primi in Italia a servirsi del tubo di Braun come oscilloscopio, a riconoscere applicazioni notevoli delle valvole termoioniche in radiotelefonia, a capire in anticipo la potenzialità della radiodiffusione (Corbino fu anche Presidente della Commissione per le direttive artistiche e la vigilanza tecnica sulle radiodiffusioni).

    Con una visione retrospettiva della storia, il merito più grande di Corbino fu tuttavia quello di avere realizzato le condizioni favorevoli per la nascita della Scuola di Roma. Quando era ministro della Pubblica Istruzione si adoperò per far ottenere ai giovani più promettenti borse di studio all'estero.
Fece istituire a Roma la prima cattedra di Fisica Teorica, che raggruppava a quel tempo la fisica atomica, nucleare e quantistica, sulla quale chiamò Fermi  nel 1926, e  la cattedra di Spettroscopia sulla quale chiamò Franco Rasetti nel 1930, dopo averlo fatto trasferire già nel 1926 come aiuto assistente da Firenze a Roma. Né si limitò ad assicurare ai suoi giovani l'appoggio istituzionale ma ne seguì da vicino le ricerche con partecipazione e affetto.
Fu un grande didatta, dall'esposizione chiara, e un oratore brillante.

 
(M. Grazia Ianniello)

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