Catena di conteggio 
 

    Il gruppo di Fermi fu tra i primi a impiegare le moderne tecniche elettroniche per lo sviluppo di sistemi automatici di acquisizione di dati. Le misure di radioattività consistono nel contare i decadimenti che avvengono in una certa quantità di sostanza per unità di tempo. Un ricercatore poneva quindi la sostanza da misurare vicino un contatore, faceva partire un cronometro e annotava periodicamente su un quaderno il numero di conteggi al termine di ogni finestra temporale. Ogni decadimento si poteva rivelare grazie al caratteristico click del contatore Geiger, dovuto allo scoccare di una piccola scintilla al suo interno.
    Con l'avvento dell'elettronica fu possibile realizzare catene di conteggio automatiche. La sostanza da misurare si poneva nelle vicinanze di un contatore Geiger, il cui funzionamento si può assimilare a quello di un condensatore: in assenza di particelle ionizzanti che lo attraversano impedisce il passaggio di corrente, ma in presenza di un canale ionizzato prodotto al suo interno da parte di una particella carica che lo attraversa, permette il passaggio di un debole e breve impulso di corrente.
    L'impulso era inviato a un amplificatore a valvole (progenitore del transistor) che lo amplificava in modo che la sua ampiezza fosse sufficiente a far scattare un contatore telefonico. Bastava cosí avviare la misura e tornare dopo un certo periodo di tempo, annotando il numero sul contatore e il tempo trascorso.
    Nell'immagine a lato si vede una pagina del quaderno di laboratorio del gruppo datata 3 aprile 1934 nella quale sono trascritti i conteggi registrati presumibilmente con l'apparato in questione. Nella colonna a sinistra sono riportati i tempi di osservazione; quella centrale contiene le corrispondenti letture del numeratore; nell'ultima colonna ci sono le differenze tra il numero al tempo tn e quello al tempo tn-1.
    L'apparato sperimentale qui ricostruito è descritto in una nota di Enrico Fermi pubblicata sul Nuovo Cimento ("Radioattività prodotta da bombardamento di neutroni", Il Nuovo Cimento (1934), 11:429) cosí:

 
"I1 dispositivo usato per rivelare eventuali attivazioni delle sostanze bombardate consisteva in un contatore a filo di Geiger Müller. I1 tubo di questo era costituito da una foglia di alluminio dello spessore di 0,1 o 0,2 mm tale da permettere l'ingresso nel contatore anche ad elettroni di energia non molto grande. Le dimensioni dei contatori erano generalmente circa 5 cm di lunghezza e 1,4 cm di diametro. I1 filo di alluminio del diametro di 0,1 o 0,2 mm era connesso nel modo consueto a un sistema amplificatore degli impu]si che faceva agire un numeratore su cui si leggeva di tempo in tempo il numero degli impulsi"
    Il contatore nella ricostruzione e' quello usato da Fermi come accertato da un lavoro dei Proff. Francesco Guerra e Nadia Robotti [1]. Attorno al contatore si metteva il materiale irraggiato, sagomato in forma di cilindro, come nella ricostruzione, in modo tale da intercettare il maggior numero possibile di decadimenti.
[1] F. Guerra - N. Robotti, "Enrico Fermi e il quaderno ritrovato" (2015), SIF Bologna ISBN: 978-88-7438-096-1, 9789814583268
(G. Organtini)

  Collezione Fermi

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