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Una prima utilizzava pompe a vuoto e a compressione per mostrare che la percezione acustica di una suoneria, o di una campanellina, diminuiva o aumentava al variare della pressione dell'aria: si dimostrava così, con grande evidenza, che è necessario un mezzo per la propagazione del suono e che questo si rinforza se la densità dell'aria aumenta.
Una seconda dimostrazione usava una coppa, o una campana rovesciata, di vetro o metallo con dei leggeri pendolini appoggiati, per visualizzare che il suono è prodotto dalla vibrazione di corpi ponderabili, oltre a mostrarne alcuni semplici modi di vibrazione. Altri metodi vennero successivamente utilizzati per la visualizzazione delle vibrazioni longitudinali e trasversali di oggetti di forme semplici.
Una terza, con vari metodi, evidenziava la trasmissione del suono nei diversi mezzi e cercava di fornirne la determinazione della velocità di propagazione, almeno nell'aria e nell'acqua. In questa sezione viene presentato un apparecchio di ideazione ottocentesca.
L'uso pratico dei cornetti acustici, o sordastri, e dei portavoce suggeriva, poi, un'altra dimostrazione: tubi di forma conica e superfici (specchi), di sezione ellittica, parabolica, iperbolica, venivano usati per evidenziare che il suono dà luogo a fenomeni di riflessione e, quindi, che può essere convogliato mediante riflessioni.
Ultima, forse la più antica di tutte, era la dimostrazione sulle caratteristiche dei suoni musicali e dei loro rapporti mediante l'uso delle corde vibranti, per la quale si utilizzava una corda variamente fissata su una base in legno.
| (Daniele Rebuzzi) |
Acustica
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